Date 26 luglio 2012

VERSO IL CAMPO TRE

Siamo al campo base a leccarci le ferite. Albi ha il viso ustionato e sembra un serpente in muta, ed io sono quasi nelle sue stesse condizioni. Ora ci possiamo rilassare e regaliamo tutto il ns cibo rimasto ai bambini dei portatori. Mangiamo e beviamo assieme a tutti i presenti...

Una spedizione serba, arrivata fino al campo due assieme a me e reduce da ben otto ottomila, racconta di non avere mai visto una situazione metereologica come questa, tanto da convincerli ad abbandonare e scendere a piedi al campo base, impiegando cinque volte il tempo che io ho impiegato con gli sci...comunque anche la mia discesa è stata molto faticosa. In alcuni punti la neve raggiungeva il metro di altezza e dover spingere per scendere, ad una quota di 6000 metri è veramente faticoso. Inoltre, a causa della bufera e della nebbia, ho sbagliato il tragitto di pochi metri provocando una valanga.

Per fortuna si è fermata dopo un centinaio di metri. Non capivo dove ero e quando si è fermata sono caduto...rialzarmi con uno zaino di 25kg sulle spalle, non è stato per niente facile e nemmeno ritrovare la strada giusta del ritorno...così ho atteso e per fortuna, con una schiarita del cielo, ho visto in lontananza il campo base che finalmente sono riuscito a raggiungere. Dopo di me, sono rientrate anche altre tre spedizioni, cinesi ed iraniani, tutti a ripetere lo stesso commento: mai visto un clima così... Domani rientriamo nella "civiltà" e decidiamo sul dafarsi... Per quest'anno abbiamo dato, ora ci concentriamo per il prossimo

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